Templi e strutture all’Agorà di Atene

Stoà di Attalo


Lo Stoà di Attalo era un porticato di 116,5 metri situato sul lato orientale dell’agorà di Atene, donato dal re di Pergamo Attalo II nel 140 a.C.
Era dotata di due file di colonne, una esterna più fitta e una interna, e di due vani scala che si trovavano sui lati corti dell’edificio, grazie ai quali si poteva accedere alle 21 botteghe del piano superiore. Il fratello di Attalo II, Eumene II, commissionò probabilmente allo stesso architetto la Stoà di Eumene posta sull’Acropoli. La stoà è stata completamente ricostruita dalla Scuola americana di studi classici di Atene, nel 1951. L’edificio, attualmente, ospita il Museo dell’agorà.

Stoà Pecile

La Stoà Pecile (in greco ἡ ποικίλη στοά) o Portico dipinto, originariamente chiamata «Portico di Peisianatte» (in greco ἡ Πεισιανάκτειος στοά), fu eretta nella prima metà del V secolo a.C. nell’agorà di Atene. Questa stoà ha dato il nome a una corrente filosofica, lo stoicismo, fondata da Zenone di Cizio, che era solito esporre e discutere le proprie idee con i suoi discepoli sotto il portico dipinto. Il portico aveva colonne di ordine dorico all’esterno, e di ordine ionico all’interno. La stoà fu decorata a fresco dal pittore e scultore Micone in collaborazione con Polignoto di Taso. Al tempo di Pausania le pitture presenti nel portico includevano:

  • La battaglia di Oenoe
  • Amazzonomachia di Micone
  • La presa di Troia di Polignoto
  • La battaglia di Maratona di Paneno
  • L’Altare dei dodici Dei

    L’Altare dei Dodici Dei è un sito archeologico di Atene, in Grecia.
    Il monumento si trova nel quartiere di Monastiraki, nel centro della capitale, lungo la linea ferroviaria elettrica Pireo-Kifissia. L’altare fu costruito durante il VI secolo a.C. durante la tirannide dei Pisistratidi, e si colloca nel settore nord-occidentale dell’agorà. La struttura si compone di uno spazio aperto, recintato da un temenos con un altare centrale dove probabilmente i sacerdoti svolgevano le pratiche rituali in favore delle divinità – circondato da un bosco sacro.
    Nell’aprile dello stesso anno un’iniziativa cittadina ha evitato che il sito archeologico venisse interrato.

    La stoà Basileios

    La stoà Basileios o stoà Reale si trova appena a sud della Via Panatenee. La stoà Reale fu uno dei primi e più importanti edifici pubblici di Atene,era lunga 18 metri,era composta da otto colonne doriche in tutta la parte anteriore e quattro nel mezzo.
    La Stoà reale era la sede dell’Arconte reale (basileus di Archon). In questa stoà le leggi erano state indicate da Solon ed il consiglio dell’ Aeropago(incaricato degli affari religiosi e della criminalità) ha tenuto le relative riunioni. Una statua di Themis (che rappresenta la giustizia) si trova di fronte all’edificio. Copie delle leggi della città sono stati tenuti nella Stoà.
    La facciata del palazzo era il luogo dove Socrate incontò Eutifrone ed ebbe la conversazione che Platone ricreò nella sua “Eutifrone”.L’Eutifrone si apre con Socrate che incontra l’interlocutore (appunto Eutifrone) in coda per andare dall’arconte. Socrate si trova in fila poiché ha appena saputo che Meleto ha appena pronunciato un esposto contro Socrate, accusandolo di non rispettare gli dei e di empietà. Eutifrone, invece, si trova in coda perché vuole accusare il padre di omicidio: egli ha infatti battuto e imprigionato un servo e, abbandonatolo a se stesso, ha lasciato che morisse di stenti. Da questo discorso Socrate trae la seguente conclusione: Eutifrone deve essere un grande esperto di giustizia se addirittura trascina il suo stesso padre in giudizio.

    Metroon


    Metroon era il nome dato a un edificio dedicato alla dea madre( Cibele ,Rea o Demetra ) nell’antica Atene.
    Il Metroon nell’ Agorà dell’antica Atene,era stato originariamente utilizzato come camera di riunione del boule (consiglio di cittadini nominato per gestire affari quotidiani della città) o consiglio comunale,ma era al tempo stesso un santuario della Madre degli Dei.
    Esso ospitava anche gli archivi ufficiali della città.L’edificio ellenistico aveva quattro camere disposte fianco a fianco, uniti da una facciata di quattordici colonne ioniche. Gli attuali resti sono ben pochi,fatta eccezione per un piccolo tratto di scale, tutto ciò che rimane sono le fondamenta di conglomerato rossastro al di sotto del livello del pavimento del palazzo.

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