Sito archeologico di Olimpia

Sulla cartina seguente sono illustrati i resti archeologici del sito di Olimpia.
I resti illustrati col colore viola risalgono al periodo arcaico che indica la fase iniziale di un qualsiasi processo storico, prima della sua piena maturità.
Col colore arancione sono illustrati i resti che risalgono al periodo classico.
Il colore giallo indica i resti risalenti al periodo ellenistico.
Infine col colore verde vengono illustrati i resti risalenti al periodo romano.
I numeri della cartina corrispondono alle indicazioni della legenda seguente.
I numeri cerchiati col colore rosso indicano i resti archeologici di maggiore interesse.

Planimetria del sito archeologico di Olimpia

Legenda

Mappe interattive del sito archeologico di Olimpia
Mappa sito Olympia Mappa interattiva sito Video sito Olimpia

Di seguito descriverò i principali resti archeologici del sito di Olimpia

Heraeum

HeraeumL’Heràion di Olimpia è un tempio greco eretto intorno al 600 a.C. Si tratta di uno dei più antichi templi dorici, uno dei primi peripteri e sicuramente il più antico con dei resti ancora leggibili e capaci di far comprendere la conformazione generale dell’edificio, anche in alzato.
È stato uno dei primi edifici costruiti presso il santuario di Zeus ad Olimpia. L’edificio è localizzato nella parte nord del recinto dell’area sacra della città e fu dedicato ad Era, una delle divinità più importanti della religione greca, anche se è probabile che in origine fosse dedicato a Zeus o ad entrambi.Hera era la dea del matrimonio,era la moglie di Zeus e regina dei dell’Olimpo e come suo marito era adorata da tutti gli atleti.Gli atleti durante i giochi olimpici pregavano e supplicavano nel Tempio per la vittoria finale dei giochi olimpici. Fu probabilmente distrutto da un terremoto nel IV secolo a.C. e ricostruito. L’Heraion aveva anche la funzione di conservare le corone d’alloro che avrebbero coronato i vincitori dell’Olimpiade.
Nel 1877 vi venne trovato l’Hermes con Dioniso, capolavoro di Prassitele, oggi nel locale Museo archeologico. Pur appartenendo ad un periodo arcaico, il grande edificio presentava tutti gli elementi canonici del tempio greco: il naos (cella), il peristilio intorno alla cella, il pronao e l’opistodomo .
Il tempio con 6 colonne doriche sul fronte (periptero esastilo) e 16 colonne sul fianco si presentava molto lungo, venendo a formare le considerevoli dimensioni di 18,76 m per la facciata e 50,00 m per i lati. Le colonne sono alte 5,20 metri ed il tempio, posto su un unico gradone, doveva apparire piuttosto basso mettendo in risalto l’enorme mole del vicino tempio di Zeus, realizzato successivamente.
Pausania( uno scrittore e geografo greco antico), che visitò il tempio nel 176 a.C., nella sua Periegesi della Grecia attesta la presenza nell’opistodomos, di una colonna di legno di quercia, superstite di quelle originarie che erano progressivamente sostituite da altre lapidee, grazie alle donazioni al santuario, determinando una grande varietà di stili, diametri e materiali, tutt’oggi rilevabile dai reperti. Il pavimento era realizzato in una sorta di rudimentale cocciopesto.Le tegole del rivestimento del tetto, di cui rimangono alcuni frammenti, erano in terracotta come le antefisse e l’acroterio policromo. Le colonne superstiti sono state rialzate durante la riscoperta e gli scavi archeologici tedeschi.Nei pressi del tempio è stata ritrovata una testa di Era, forse appartenente al colossale simulacro della dea conservato nella cella e posto accanto ad una similare statua di Zeus, e un frammento di acroterio a disco probabilmente facente parte della decorazione frontonale, mentre non è stata ritrovata alcuna delle altre sculture ricordate da autori, come il frontone con l’altorilievo di una sfinge.

Tempio di Zeus

Tempio di ZeusIl tempio di Zeus ad Olimpia, nell’Elide, venne costruito in stile dorico tra il 470 e il 456 a.C.. L’architetto fu Libone, della vicina città di Elide, che per la costruzione scelse un conglomerato di conchiglie fossili.Il santuario di Zeus ad Olimpia era il più famoso santuario del mondo antico, alla confluenza dei fiumi Cadeo e Alfeo. Il tempio di Zeus (64,2 m di lunghezza, 24,6 m di larghezza e alto 20 m) fu eretto secondo Pausania (uno scrittore e geografo greco antico)con il ricavato del bottino ottenuto a seguito della vittoria su Pisa, in Elide (circa 470 a.C.).Il tempio, periptero esastilo, con 13 colonne sui lati lunghi, presenta un crepidoma rialzato di tre metri dal piano con alti gradini (l’ultimo, più alto, di 0,56 m) e con rampa di accesso sulla fronte. L’interno ha due colonne in antis sul pronao e sull’opistodomo e il vano della cella è tripartito da due file di colonne doriche. Le correzioni ottiche sono presenti nelle colonne dei lati lunghi, inclinate di circa 60 mm, ma assenti sulla fronte, eccezion fatta per le colonne d’angolo che partecipano del sistema laterale. Fu costruito con calcare conchiglifero locale e coperto con stucco colorato per nascondere le imperfezioni, come era comune nell’architettura greca. Il manto di copertura del tetto e la decorazione scultorea, giunta in gran parte fino a noi, erano invece in marmo. All’interno una scala immetteva ad una galleria rialzata dalla quale era possibile ammirare la statua crisoelefantina di Zeus, opera di Fidia posta nella cella, tra i due colonnati, in epoca successiva all’erezione dell’edificio.
Di quello che viene ritenuto il maggior complesso scultoreo appartenente allo stile severo ci sono rimaste quasi tutte le statue frontonali (42), le metope dei due vestiboli (12, 6 su ciascun fregio) e alcuni dei gocciolatoi a forma di testa di leone, alcuni originali e altri sostituzioni scolpite in epoca successiva.Le 12 metope che si trovano nel museo archeologico di Olimpia,narrano le fatiche di Eracle. La scena sul frontone orientale raffigura i preparativi per la gara di corsa su carri tra Pelope e Enomao (re di Pisa), le cui statue affiancano quella centrale di Zeus. Il tema è legato alle origini mitiche del santuario e il momento raffigurato è quello del giuramento prima della gara: i due protagonisti, Enomao con la sposa al fianco e Pelope con al fianco Ippodamia, la figlia di Enomao, sono figure isolate, esprimenti il raccoglimento nell’attesa e una silenziosa tensione che sembra comunicarsi alle proprie compagne e agli altri personaggi, servi e spettatori.
Sul frontone occidentale, sottoposto a importanti restauri già in epoca antica, Lapiti e Centauri (raffigurati nella foto a destra) combattono alle nozze di Piritoo, presiedute dalla figura centrale di Apollo. Ai suoi lati, Piritoo e Teseo guidano due gruppi di lapiti; verso gli estremi del frontone anziane donne sdraiate si nascondono per sottrarsi alla lotta. In opposizione alla raccolta intimità del frontone orientale la Centauromachia, tema comune nella Grecia del V secolo a.C., favorisce l’animazione e il ritmo turbinoso del racconto, ma non si discosta dalla corsa dei carri nell’intento etico e celebrativo.Questa alternanza tra stasi e azione, ritmo e pensiero sembra essere cifra distintiva dell’intero complesso, presente sia nelle metope, sia nei frontoni.

Stadio di Olimpia

Stadio di Olimpia Lo stadio di Olimpia, è situato ad est del recinto sacro Altis, era il luogo dove gli antichi giochi olimpici e la Heraia, giochi delle donne in onore di Hera, si erano svolte. Prima del VI secolo aC gli eventi in esecuzione si erano svolte in una zona pianeggiante ad est del grande altare di Zeus. Un primo stadio (stadio I) era stato costruito in età arcaica (metà del VI secolo aC) livellando la zona a sud della collina Kronios all’interno dell’ Altis. Alla fine del VI secolo aC, un nuovo stadio (stadio II) fu creato ad est del suo predecessore. Lo stadio ha ricevuto la sua forma finale (stadio III), nel V secolo, quando il grande tempio di Zeus fu costruito. Da allora i Giochi erano diventati molto popolari, attirando un gran numero di turisti e atleti. Il nuovo stadio fu spostato 82 metri ad est e sette metri a nord, ed era circondato da argini artificiali per gli spettatori. Dopo la costruzione della Echo-corridoio verso la metà del IV secolo aC, lo stadio fu isolato dall’ Altis, il che dimostra che i Giochi avevano perso il loro carattere puramente religioso ed era diventato più un evento sportivo e sociale.

Philippeum

PhilippeumL’esclusiva struttura Philippieion circolare è uno dei migliori esempi di antica architettura greca. Occupa una posizione di rilievo all’interno del recinto sacro, a ovest del tempio di Hera. Santuario dedicato a Zeus da Filippo II di Macedonia, dopo la sua vittoria nella battaglia di Cheronea nel 338 a.C. e ciò dimostra la grande importanza politica che il tempio aveva in quel momento. Dopo la morte di Filippo nel 336 a.C., il monumento fu completato.

Pelopion

 PelopionIl Pelopion si trova nel cuore del sito, tra il tempio di Hera e il Tempio di Zeus. Era un monumento funerario dedicato alla mitica figura di Pelope, l’eroe venerato dal popolo Eleate, che successivamente dette il suo nome a tutta la penisola. Sotto il Pelopion si trova il recinto di un tumulo preistorico che è la struttura più antica all’interno dell’Altis che risale al 2500 a.C.
Secondo Pausania, una volta all’anno i magistrati vi sacrificavano un montone nero in onore di Pelope e a chi aveva mangiato le carni dell’animale sacrificato, non era permesso entrare nel tempio di Zeus perché considerato impuro.

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Indice
Da Pireo ad Atene Escursioni ad Atene Cartina di Atene
Acropoli di Atene Agorà di Atene Templi e strutture Agorà
Storia Olimpia Sito Olimpia Sito Olimpia 2
Museo di Olimpia Album Olimpia e Atene Foto Grecia

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