Museo archeologico di Olimpia

Il Museo Archeologico di Olimpia è uno dei musei più importanti della Grecia,infatti presenta la lunga storia del santuario più celebre dell’antichità, il santuario di Zeus, padre degli dei e degli uomini. Il museo contiene reperti provenienti dagli scavi nel recinto sacro dell’ Altis dalla preistoria al periodo paleocristiano. Il museo ospita numerosi reperti preziosi,tra cui la collezione di sculture, per le quali il museo è famoso, la collezione di bronzo( la più ricca collezione del suo tipo nel mondo), e la grande collezione di terracotta.
L’edificio del museo comprende il vestibolo e dodici sale espositive oltre a spazi ausiliari e magazzini.
Il museo contiene oggetti scavati provenienti dal l recinto sacro (Altis).
Parte dell’ala est è dedicata allo stoccaggio e la conservazione delle terrecotte, bronzo, pietra, mosaici e oggetti minori. Il Museo Archeologico di Olimpia,è stato riorganizzato nel 2004 per soddisfare i moderni standard museografici.
Tra i reperti più importanti del museo ci sono gli ornamenti scolpiti del Tempio di Zeus. Nel museo ci sono 42 figure che decoravano i due frontoni del tempio di Zeus, 12 metope e le lance d’acqua dalla testa di leone che corrono lungo la lunghezza del tempio.
Appartengono allo “stile austero” e appartengono al 1 ° semestre del 5 ° secolo a.C..
Riepilogando il museo ospita: la decorazione scultorea (metope e frontoni) del tempio di Zeus, il più importante esempio di stile severo dell’arte greca, la statua di Nike da Paionios e l’Hermes di Prassitele sono i pezzi più importanti e noti del museo, come la collezione dei bronzi, la più ricca del suo genere al mondo.
La mostra, recentemente ristrutturata, occupa 12 sale, nelle quali i reperti sono distribuiti in ordine cronologico.

Planimetria del museo archeologico di Olimpia

Sala 1

  • Il periodo preistorico di Olympia
  • Come già detto i reperti organizzati nel museo sono in ordine cronologico,quindi non si può non iniziare dfalla sala numero 1 . Da questa sala inizia la storia del santuario, con i reperti del periodo preistorico. Questi reperti includono ceramiche e utensili di pietra in gran parte del primo periodo Elladico (2700-2000 a.C.) insieme a reperti provenienti dal tumulo del Pelopion, di cui viene mostrato il modello. Terracotta, oggetti in bronzo e pietra e gioielli provenienti dalle caratteristiche tombe a tholos, illustrano il periodo miceneo (1600-1100 a.C.).

    Sala 2

  • Periodo geometrico arcaico
  • Questa sezione presenta parte della enorme collezione di offerte votive in bronzo alle divinità, del periodo geometrico e arcaico, la più ricca collezione del suo genere al mondo.
    Statuette antropomorfe e di animali, grifoni e sfingi, iscrizioni incise, treppiedi, molti altri tipi di imbarcazioni e di strumenti, tutti esempi di lavorazione bronzea, illustrano la ricchezza e lo splendore di Olimpia, durante questo periodo.
    Inoltre ci sono le armi che venivano dedicate a Zeus: spade, scudi ed elmi . In questa stanza sono inoltre esposti anche gli acroteri in terracotta dell’Heraion e la testa arcaica in pietra di Hera.

    Sala 3

  • Tardo periodo arcaico e decorazione architettonica
  • Questa sezione presenta importanti decorazioni scultoree di alcuni monumenti tra cui il frontone del Tesoro di Megara, il cornicione acrotoriale del Tesoro di Gela e tante ceramiche, gioielli in bronzo e vasi.

    Sala 4

  • Periodo dello stile severo
  • In questa sezione vengono presentati numerosi esempi di grandi terrecotte, compreso l’importante gruppo di Zeus e di Ganymides. Inoltre ci sono gli elmi di Milziade e Hieron.

    Sala 5

  • La decorazione scultorea del tempio di Zeus
  • La grande galleria centrale ospita le sculture frontonali in marmo e le metope del tempio di Zeus, l’esposizione più importante del museo, tutti esempi caratteristici dello stile severo.
    La scena sul frontone orientale raffigura i preparativi per la gara di corsa su carri tra Pelope e Enomao (re di Pisa), le cui statue affiancano quella centrale di Zeus. Il tema è legato alle origini mitiche del santuario e il momento raffigurato è quello del giuramento prima della gara: i due protagonisti, Enomao con la sposa al fianco e Pelope con al fianco Ippodamia, la figlia di Enomao, sono figure isolate, esprimenti il raccoglimento nell’attesa e una silenziosa tensione che sembra comunicarsi alle proprie compagne e agli altri personaggi, servi e spettatori.
    Sul frontone occidentale, sottoposto a importanti restauri già in epoca antica, Lapiti e Centauri combattono alle nozze di Piritoo,
    presiedute dalla figura centrale di Apollo. Ai suoi lati, Piritoo e Teseo guidano due gruppi di lapiti; verso gli estremi del frontone anziane donne sdraiate si nascondono per sottrarsi alla lotta. In opposizione alla raccolta intimità del frontone orientale la Centauromachia, tema comune nella Grecia del V secolo a.C., favorisce l’animazione e il ritmo turbinoso del racconto, ma non si discosta dalla corsa dei carri nell’intento etico e celebrativo. Questa alternanza tra stasi e azione, ritmo e pensiero sembra essere cifra distintiva dell’intero complesso, presente sia nelle metope, sia nei frontoni.

    Metope

    Le 12 metope narrano le fatiche di Eracle (anche in questo caso, come in quello di Pelope, un tema legato alle origine mitiche dell’Altis) come un graduale passaggio dalla giovinezza alla maturità senza alcun accento favolistico, ma in una chiave drammatica volta ad esaltare nell’eroe le virtù etiche: la lotta solitaria di Eracle contro i nemici dell’intera umanità simbolizza la progressiva maturazione lungo il cammino della vita e la presenza silenziosa di Atena presagisce la premiazione della virtù con la vittoria e l’immortalità.

    Atena, Eracle e Atlante, metopa 10 del lato occidentale (460-450 a.C. circa)

    metopa

    Sala 6

  • La Nike di Paionios
  • nike di paioniosI resti della Nike di Paionios vennero trovati a Olimpia dagli archeologi tedeschi fra ottobre 1875 e il 1881,sotto la direzione di Ernst Curtius , Gustav Hirschfeld e Friedrich Adler.
    In questa sezione del museo viene esposta la Nike di Paionios, una delle più belle sculture del periodo classico. La dea è rappresentata in volo e sotto i suoi piedi vi è un’aquila. Le mani della dea tengono la veste che tende ad aprirsi durante la discesa, aderisce delicatamente al corpo in pieghe profonde. Paionios mostra di conoscere e di ereditare i temi della scultura della seconda metà del V secolo a.C. Oltre alle ali e viso, manca il collo, entrambi gli avambracci e la mano sinistra . La statua ha un’altezza di due metri senza la testa.

    Sala 7

  • Fidia e la sua bottega
  • Questa sezione è dedicata al grande scultore Fidia e alla realizzazione della sua famosa statua criselefantina di Zeus. Inoltre nella stanza viene esposta la famosa coppa fidiaca.

    Sala 8

  • L’Hermes di Prassitele
  • Questa stanza che contiene la statua di Prassitele (IV secolo a.C), fu ampliata per consentire l’inserimento della protezione sismica ad alta tecnologia.L’Hermes con Dioniso è una scultura in marmo pario (h. 215 cm) di Prassitele, databile al 350-330 a.C. circa e conservata nel Museo archeologico di Olimpia. La critica è divisa su chi la considera opera originale e chi la ritiene invece una copia ellenistica dell’originale perduto. Secondo la mitologia greca, Dioniso era figlio di Zeus e di Semele, una mortale, figlia di Cadmo, re di Tebe. Spaventata da una dimostrazione di forza di Zeus, Semele morì di paura e il dio, sapendo che era incinta, le prese il bambino dal ventre e lo portò nella coscia; dopo sei mesi nacque Dioniso, che venne affidato alle cure del fratello Hermes. È probabile la statua venne fatta come un’allegoria della pace tra gli abitanti di Elide, che aveva Hermes come patrono, e Arcadia, che aveva per patrono Dioniso.Il tema del rapporto tra uomo e bambino era forse già stato trattato dal padre di Prassitele, Cefisodoto, come ricorda Plinio. Hermes, nudo, si sporge verso il fanciullo seduto sull’avambraccio sinistro, mentre il destro è sollevato, forse per distrarre il bambino con la mano. Le divinità sono calate in un contesto affettuoso e quotidiano, come nessuno prima di Prassitele aveva fatto, e la tradizionale verticalità della figura è abbandonata in favore di forme più sinuose e sbilanciate, tanto che in questo caso è necessaria la presenza del sostegno a sinistra.Grande attenzione è riservata alla psicologia dei personaggi, dagli sguardi lontani e malinconici.Il sapiente trattamento del marmo genera un forte colorismo, soprattutto nei capelli e nella chioma del dio adulto, riprendendo una caratteristica di Fidia.

    Sala 9

  • Periodo tardo-classico e ellenistico
  • Questa sezione presenta ceramiche, sculture ed elementi architettonici del periodo tardo classico ed ellenistico

    Sala 10\11

  • Scultura romana
  • Questa sala ospita la grande collezione della scultura romana. La statuaria presente nelle nicchie del Nympheion di Erode Attico viene visualizzata nella parete curva imitando l’impostazione originaria della fontana.

    Sala 12

  • Gli ultimi anni del santuario
  • Questa sala conclude l’esposizione dei reperti archeologici del santuario. Essa contiene oggetti in bronzo, ferro e terracotta risalenti tra il secondo e il sesto decennio del VII secolo d.C.

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