Le Isole Gambier più importanti

  • Le 4 Isole Gambier principali sono:
  • 1)MANGAREVA:
    mangareva
    Mangareva è la più importante isola dell’arcipelago delle Isole Gambier nella Polinesia francese.Mangareva è circondata da altre isole minori: Taravai a sud-ovest, e Aukena e Akamaru a sud-est. Altre piccole isole sono situate a nord.
    L’isola ha una lunghezza di circa 8 km e si estende su una superficie di 18 km², che ammonta a circa il 56% della superficie di tutto l’arcipelago delle Gambier. Ha un elevato crinale centrale che corre per tutta la lunghezza dell’isola.
    Il più grande villaggio sull’isola è Rikitea, capoluogo delle isole Gambier.
    Il punto più alto è il Monte Duff, a 441 metri situato lungo la costa sud dell’isola.
    In polinesiano significa “montagna galleggiante”.Si trova al centro dell’arcipelago ed ha origine vulcanica.Possiede numerose vestigia di edifici religiosi che risalgono al XIX secolo e in particolare è da non perdere la cattedrale di Saint-Michel con il suo altare scolpito ricoperto di conchiglie e perle. Bellissime pure le sue perle considerate le migliori di tutta la Polinesia.
    Ecco cose da non perdere in questo paradiso:
    1)scalata monti Duff e Mokoto:
    Il territorio è formato da dolci colline e il panorama intorno è mozzafiato. Ecco quindi da lontano motu, isole, baie e calette che vi lasceranno senza fiato e vi permetteranno i scattare splendide foto.
    2)i vivai di perle:
    vi si trova la Pinctada Maragaritifera e visitare toccando con mano queste meraviglie della natura usate per creare splendidi gioielli è quanto di meglio possiate fare, anche se non siete amanti di monili e acquisti. Noterete sfumature intense colore melanzana, verde iridato o dai riflessi blu, rosati e grigi.
    ECCO una foto della Pinctada Maragaritifera:
    Pinctada
    Il cielo, la terra, la donna. Tutto è una conchiglia, almeno secondo le antiche credenze polinesiane. Persino Ta’aroa, il dio creatore, per plasmare tutte le cose se ne uscì dal suo guscio, quasi come la Venere del Botticelli. Oggi, in Polinesia c’è una conchiglia che vale un fatturato di 140 milioni di dollari all’anno, suddivisi tra 565 aziende che danno lavoro a oltre 5.000 addetti. Per la precisione si tratta di un bivalve della famiglia delle Pteridi: Pinctada margaritifera, morori in tahitiano, l’ostrica in cui vengono coltivate le preziose perle nere, che contribuiscono per il 14 per cento alle esportazioni della Polinesia Francese e per il 6 per cento al bilancio totale del paese. Gli esemplari di queste specie hanno, normalmente, dimensioni da Guinness: pesano in media cinque chili, ma possono arrivare anche a nove, e sono quattro volte più grandi delle Akoya, le ostriche perlifere giapponesi che producono l’80 per cento delle perle coltivate nel mondo. Le perle nere di P. margaritifera sono più rare e più grandi delle perle giapponesi, ma hanno anche un ‘oriente’ più ‘ricco’; vale a dire, la loro superficie riflette la luce in modo migliore. E poi ci sono i colori, che vanno dal grigio ‘canna di fucile’ a un malva scuro, fino a una tonalità che qui chiamano ‘ala di mosca’, un verde metallico raro, e perciò ricercatissimo. E pensare che le perle polinesiane hanno rischiato di non arrivarci nemmeno, ai nostri giorni. P. margaritifera, infatti, veniva raccolta dai pescatori polinesiani già molto prima dell’arrivo degli europei, per costruire utensili di madreperla. Quanto alle perle, quelle prodotte spontaneamente dalle ostriche sono pochissime, si dice una su 15.000, e finivano inevitabilmente a ornare qualche blasonato collo della rigidissima società tahitiana. Con l’Ottocento, poi, le navi commerciali cominciano a far razzia delle preziose ostriche, con la collaudata, fruttuosa tecnica del baratto con chiodi, specchietti o fil di ferro. In Europa la madreperla si trasforma in bottoni, che invadono i mercati del Vecchio Continente.
    2)Isola Akamaru:
    Akamaru
    Akamaru è la terza isola in ordine di grandezza dell’arcipelago delle Isole Gambier (Polinesia francese). L’isola è piccola e rocciosa; infatti, ha una superficie di 2,1 km². Si trova ad una distanza di 7 km a sud-est di Mangareva. L’isola è affiancata da Mekiro, che in realtà è uno scoglio gigante in mezzo al mare ricco di vegetazione. L’isola di Akamaru fu scoperta nel 1797 dal navigatore James Wilson. Nel 1834, fu celebrata la prima messa da un prete francese. Si può ancora vedere la chiesa di Notre-Dame de la Paix, costruita tra il 1835 ed il 1862. La piccola laguna che si trova qui è stata paragonata (non erroneamente) a quella di Bora-Bora. Tre famiglie per un totale di 11 persone) abitano sull’isola. Le loro abitazioni sono riunite intorno alla chiesa.
    3)Isola Taravai e 4)Isola Aukena:
    L’isola di Taravai è praticamente disabitata;una parte di Aukena è diventata la proprietà di Robert Wan. L’Isola di Aukena(nella foto sopra) ha una splendida spiaggia di sabbia bianca (una delle più belle di Polinesia)

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    Indice
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    I.sottovento 2 Isole sottovento 3 Isole del vento
    Isole del Vento 2 Isole del Vento 3 Isole del Vento 4
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