Seconda parte Isole sottovento

  • 3)Maupiti

  • Maupiti ha una forma assai particolare: si presenta infatti come un atollo, costituito da un anello di terra che circonda una laguna, al centro della quale svetta però un vulcano, il monte Teurafaatui, alto 380 metri.
    La laguna affiora dall’acqua solo a nord, mentre a sud svettano solo due piccoli motu.
    Si raggiunge in circa due ore di navigazione, durante le quali si vede via via allontanarsi il monte Otemanu (m.727) e avvicinarsi il monte Teuraafatiu, cima più alta di Maupiti, che ha m. 380. Sembra di lasciare la mamma e di raggiungere la figlia, infatti Maupiti sia per l’origine vulcanica sia per la configurazione con la laguna e i motu che circondano l’isola principale assomiglia a una Bora Bora in miniatura.
    Piccola, ma storicamente e culturalmente importante Maupiti conserva un ampio e importante marae, dove si può vedere ancora il trono sul quale venivano incoronati anticamente i re di tutte le isole.
    4)Raiatea

    Amministrativamente è ricompresa nella Collettività d’Oltremare della Polinesia francese e comprende i tre comuni di Uturoa, Taputapuatea e Tumaraa.
    Quarta isola più grande della Polinesia dopo Tahiti, Nuku Hiva e Hiva Oa, Raiatea si trova a 210 km a nord-ovest da Tahiti. La più vicina delle altre Isole Sottovento è Tahaa, che sorge ad appena 4 km a nord e da cui è separata dalla Baia di Apu. Le due isole condividono la barriera corallina. Secondo una leggenda polinesiana, Tahaa e Raiatea sarebbero state divise dal colpo di coda di un’anguilla posseduta dallo spirito di una principessa[1].
    A circa 20 km a nord-ovest sorge invece Bora Bora, la più vicina delle altre Isole Sottovento.
    L’isola è in gran parte ricoperta da una foresta di palme da cocco. Tra la flora locale ha un posto peculiare il “tiare apetahi” (Apetahia raiateensis), una specie di tiarè originaria di Raiatea.
    Estremamente varia è la fauna sia terrestre che marina.
    Raiatea è un interessante destinazione per chi ama approfondire la cultura polinesiana, l’isola non è molto turistica perché non ha spiagge, ma presenta interessanti resti della civiltà polinesiana, tra cui il più importante tempio della Polinesia Francese, il Marae Taputapuatea, che si trova nella zona sud-orientale dell’isola.
    Uturoa è il principale centro dell’isola ed ospita persino un aeroporto, di cui si serve anche la vicina isola di Tahaa. Altri centri importanti sono Tevaitoa (capoluogo del comune di Tumaraa), Avera (capoluogo del comune di Taputapuatea) e Fetuna, a sud, presso la quale, nel motu Nao Nao, ha sede un altro aeroporto.
    A Raiatea, la più popolata tra le isole Sottovento, l’uomo è presente da epoche remote, come testimoniato dai molteplici marae ivi edificati dagli antichi polinesiani.
    5)Tahaa

    Tahaa svetta dalle acque del Pacifico a nord della vicinissima isola di Raiatea: appena 4 km di mare, formanti la Baia di Apu, separano le due isole, che condividono la barriera corallina. Secondo una leggenda polinesiana, Tahaa e Raiatea sarebbero state divise dal colpo di coda di un’anguilla posseduta dallo spirito di una principessa
    A circa 17 km a nord-ovest sorge invece Bora Bora, la più vicina delle altre Isole Sottovento.
    Tahaa ha una forma pressoché circolare, intervallata però da profonde insenature: trattasi, a sud-ovest, della baia di Hurepiti e, ad est, delle baie di Raei, Fahaa e Haamene.
    Tahaa è ricoperta da una lussureggiante vegetazione, composta per lo più da palme da cocco.
    Le sue acque pullulano di granchi, barracuda, squali grigi, napoleoni, delfini, ostriche e coralli.
    Patio è il principale centro dell’isola, Tiva è il maggiore porto. Tahaa non dispone invece di un aeroporto, potendo comunque contare su quello, assai vicino, di Uturoa, sull’isola di Raiatea.
    Un’antica tradizione di Tahaa è la “pesca con il sasso” (tautai-taora in lingua locale), molto diffusa, soprattutto in passato, presso le isole dell’Oceania. I pescatori si collocano a coppia su diverse piroghe tutte allineate ad alcune decine di metri dalla costa, all’interno della barriera corallina: su ciascuna imbarcazione, un pescatore si colloca a prua e percuote la superficie marina con una grossa pietra legata ad una corda, mentre l’altro voga verso la costa. I pesci, spaventati dal rumore, fuggono verso la riva, a pochi metri dalla quale li attendono altri pescatori (solitamente delle donne). Questi, con le proprie gambe, ne impediscono la fuga e, a mano a mano che i pesci si avvicinano, li catturano a mani nude e li caricano su ceste o su altre piroghe. La pesca con il sasso a Tahaa si svolge oggi, per lo più, durante la festa di ottobre: per l’occasione le piroghe da pesca vengono ornate da ghirlande di tiarè, il tradizionale fiore polinesiano.

    Un’altra fonte di reddito per i locali è la raccolta delle perle nere, facilitata dall’abbondanza di ostriche nelle baie dell’isola[4].
    Grazie alla lussureggiante foresta di palme da cocco, un’attività molto importante per l’economia locale è anche la produzione della copra.

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